89-1

 

Se state pensando…  perchè?

….che cosa ho voluto dire con queste figure rovesce….

se state pensando a cosa farete ora o dove andrete dopo

o ancora…. che magnifica giornata quella con i vostri amici e che bello il tepore della primavera …… allora anche voi, pur restando fermi….. state sperimentando l’ebbrezza

di viaggiare con la mente ..e … immaginare…sognare… andare lontano..senza..fare..un passo.

Costantemente ci muoviamo con il corpo ma più spesso e forse più volentieri il mezzo per il nostro viaggio è la mente, dove tutto è possibile, dove con un sospiro profondo elevi il tuo spirito, lontano dall’aggressione di questa società.

Quando osservi un bambino “incantato” ti vien da dire : “chissà n’dò l’è ” ( chissà dov’è ), perchè fisicamente è lì, fermo davanti a te, in realtà chissà la sua immaginazione quale straordinario viaggio sta vivendo……anche nei momenti difficili che la vita ci impone,spesso la razionalità non è altro che lo spago che confeziona la situazione, e reagisce essenzialmente con azioni, ma l’unica ancora di salvezza a volte resta quello di liberare la mente, andare oltre la fatica, guardare lontano e abbandonarci ad un viaggio diverso, fatto di ricordi piacevoli, pensieri positivi, storie edificanti che libri stupendi sanno offrire.

Il tutto…senza..fare un passo.

Quante volte quindi anche noi siamo stati protagonisti di un’esperienza che ci ha condotti in una dimensione di viaggio mentale, simbolo di libertà, di partenze continue e ogni volta un approdo diverso, capace di trasportarci in fantastici itinerari, luoghi del desiderio, intriganti situazioni pur senza muoverci e spesso nel silenzio. 
Un racconto, una storia, un profumo, semplicemente un pensiero, straordinariamente un libro, ci hanno introdotto ad un viaggio dove si procede tanto più maggiormente ci si abbandona.

 

foto-filosofia

Pensieri liberi

Desidero parlare di quell’aspetto del mio lavoro di artista che è la “vocazione”,

considero infatti la sensibilità che l’arte richiede un “dono” prezioso che, soprattutto se condiviso, eleva lo spirito, così come sottolineava anche Giovanni Paolo II.

Ritengo per questo il mio operare, una “missione”, dove l’opera che realizzo è mezzo attraverso il quale posso comunicare agli altri, in silenzio, espressioni di gioia, dolore, amore.

Posso parlare di me, delle mie scelte, dei miei valori, proponendo all’eventuale committente una riflessione, attribuendo alla realizzazione non solo un valore estetico ma ispirato magari a concetti più alti, profondi.

Occasioni privilegiate che senza pretese e con molta umiltà possono offrire un frangente di spiritualità per dare alla propria vita un senso “verticale”.

Tutti noi in realtà siamo chiamati ad essere artisti in questo senso, innanzitutto come artefice della nostra vita.

Questo per me significa “seminare”, essere fecondi nel lavoro.

Ognuno con i propri “mezzi” è chiamato a testimoniare la “religione sociale” ovvero sentirsi parte della società, identificarsi in essa,  adoperasi e spendersi con sincera volontà per promuoverla nei suoi valori più profondi.

La sfida è ardua, ma a questo siamo chiamati, ognuno con il proprio bagaglio, spirandoci forse a quegli eroi veri del nostro tempo come lo sono stati Madre Teresa di Calcutta, Gandhi, San Francesco, Martin Luter King…. l’importante è seminare.

gandi3

Ognuno di noi, ogni giorno, nella vita, nella quotidianità, si trova costantemente a fare delle scelte.

Oggi sono e siamo qui per aver fatto una scelta, ma anche solo spostarsi da uno spazio all’altro è dettato da scelte: vado o non vado, faccio o non faccio.

Piccoli o grandi gesti per i quali, quasi sempre, siamo sovrano di verdetto.

Non parlo di decidere per grandi imprese, lavoro, progetti, ora mi riferisco a quei frangenti che costellano le parentesi della vita.

Parlo del coperchietto dello yogurt, in alluminio, che passa nelle nostre mani per un’istante insignificante, e un giorno decidiamo, invece di cestinarlo, di destinare un contenitore per  raccoglierlo assieme ad altri metalli, parlo di chiudere l’acqua spazzolandoci i denti, e parlo anche del sorriso al vicino di casa quando lo incontriamo.

Scelte invisibili che occupano il battito di un ciglio.

La cosa straordinaria, è che ad ogni scelta corrisponde un’azione, ed ogni azione può diventare stile di vita quindi testimonianza ed esempio.

Pensiamo solo all’amico ospite che osserva questi fotogrammi veloci. Avrà anche lui l’occasione di farsi delle domande:  perchè ? E poi ancora una sorta di riflessione inconscia: che bello, che felice, …anchio!

Questo significa essere fecondi. Lasciare una traccia.

Una vecchia pubblicità progresso recitava : Le buone maniere sono contagiose.

Nel bene e nel male lasciamo quindi un’impronta delle nostre scelte, nelle persone che incontriamo, nelle situazioni in cui siamo coinvolti.

Possiamo essere indifferenti e superficiali, e lasciare che queste “occasioni” ci scivolino via senza scomporci più di tanto, oppure percepire l’ossigeno spirituale che tutto queso microcosmo di scelte può rappresentare, e sentire che vivere la quotidianità può essere una vocazione a cui siamo chiamati.

L’obbiettivo è la nostra felicità. Nel momento in cui scopriamo che la si può moltiplicare in quella degli altri ( gioire del successo di un amico è un po come farne parte) diventa anche una missione.