VIA TICUM

La vita come la strada non è sempre dritta. Attesa, cercata o inaspettata, la CURVA interrompe le traiettorie dell’esistenza di un uomo, un popolo, una nazione, modificandone un progetto, favorendo o rallentando uno slancio.
Occasioni importanti, eventi epocali, situazioni difficili o tristi migrazioni si possono celare di volta in volta dietro ad una curva.
Una trama di vie su remote lande o strade sazie di routine, che si intrecciano per narrare di uomini e imprese la dove sulla strada, la storia, trasforma il movimento.
Una riflessione che ha suscitato il desiderio di magnificare questi straordinari itinerari.
Un progetto per valorizzare episodi storici o realtà culturali, su strade modificate dal tempo dove a volte ignoriamo siano seppelliti traguardi e fallimenti dell’umanità.

VIA TICUM – VIE DELLA STORIA è il progetto ambizioso di offrire ai nostri sguardi spesso distratti, una citazione di quel passato di cui dobbiamo riappropriarci per progredire.
Una scelta di temi e opere scultoree in bronzo che come scatole cinesi, aprono gli anfratti della storia. Volumi che si sviluppano come pagine su cui affiorano figure significative.
Superfici dense di dettagli che si sviluppano sulla dima semplice di una curva, simbolo di svolta e cambiamento dove una direzione diventa un’altra, cambiando l’orizzonte.
Una singolare curva che come una vela gonfiata dal vento ci porta lontano per qualche istante ad incontrare frangenti di vite a cui forse dobbiamo qualcosa.
Marina mabe

VIA DELLA SETA

 materiale: bronzo| dimensioni: 40 x 17 x 38 cm | anno: 2015

VIA DELLA SETA è il reticolo di itinerari terrestri, marittimi e fluviali utilizzata in passato per i traffici commerciali che legava Roma ai remoti territori del Catai, l’odierna Cina. Dal 53 a.C. ad oggi, per venti secoli ambasciatori e missionari, guerrieri e navigatori hanno percorso tale cammino.
Chiamata così perché il principale commercio era quello della seta, tessuto prodotto solo nei territori asiatici e quindi preziosissimo in quelli europei. È proprio la seta, il prezioso e fin dall’inizio costosissimo tessuto dall’origine avvolta di mistero, a permettere che gli scambi commerciali di profumi, spezie, oro, pelli, metalli, porcellane, medicinali cominciassero a svilupparsi.

1- Nel 1271, all’età di diciassette anni, il veneziano Marco Polo, parte con il padre Nicolò e lo zio Matteo, entrambi mercanti che intraprendono il l,oro secondo viaggio attraverso l’Asia centrale, la Cina e il sud-est asiatico.
2- La prima importante tappa dei Polo fu SAN GIOVANNI D’ACRI in Terrasanta, per ottenere una lettera dal Papa Gregorio X per Kublai Khan e l’ampolla con l’olio del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
3- Visitate la grande e la piccola Armenia, la Turcomannia (Turchia), il regno di Mosul (Iraq)e la Giorgiania, Marco si ferma a BALDAC, l’odierna Baghdad dove è fiorente il commercio di tessuti preziosi come sete, broccati e damaschi.
4- Il viaggio continua attraverso la Persia per poi proseguire attraverso l’asia centrale. In quaranta giorni di durissimo cammin o superarono l’altopiano del PAMIR, chiamato anche il “tetto del mondo”, dove vivono molti animali, fra cui capre. Marco Polo fu il primo europeo a descrivere l’argali, una pecora selvatica detta anche pecora di Marco Polo.
5- Con una carovana di cammelli e grandissima difficoltà attraversarono il deserto mongolico del GOBI giungendo ai confini del catai.
6- Proseguendo lungo la parte settentrionale dell’ansa del fiume Giallo arrivano infine a kHAMBALIQ, l’antica Pechino, dopo un viaggio durato tre anni e mezzo. Qui viene accolto alla corte del Gran Kan , il capo dei mongoli, di cui divenne consigliere e successivamente ambasciatore.
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Nel 1290, dopo diciassette anni in Catai,i Polo sentirono il bisogno di tornare in patria. Nel viaggio di ritorno furono intercettati dai genovesi che avevano da poco sconfitto i veneziani e che portarono Marco in carcere, dandogli l’opportunità più unica che rara di mettere insieme le sue memorie e raccontarle a Rustichello da Pisa, anche lui prigioniero, che le trascrisse nella raccolta che diventerà IL MILIONE

POSTUMIA

 materiale: bronzo| dimensioni: 40 x 17 x 38 cm | anno: 2017

La Via Postumia è una via consolare romana fatta costruire, o almeno terminata, come riportano Strabone e Tacito, nel 148 a.c. dal console romano Postumio Albino nei territori della Gallia Cisalpina, l’odierna Pianura Padana e congiungeva per via di terra i due principali porti romani del nord Italia: Aquileia, grande centro nevralgico dell’Impero Romano, sede di un grosso porto fluviale accessibile dal Mare Adriatico, e Genova.

1-Il 10 giugno 1239, Rizzardo di San Bonifacio ed Azzo d’Este accompagnavano in corteo l’imperatore Federico II che tornava da una serie di scontri tra Cittadella e Castelfranco e andava verso la Lombardia. Erano insieme a Federico II, Pier della Vigna (l’uomo che secondo Dante teneva entrambe le chiavi del cuore di Federico) ed Ezzelino III da Romano.
2-Percorrendo l’antica via Postumia, vicino a San Bonifacio, qualcuno avvisò il marchese Azzo d’Este e Rizzardo, che era con lui, che era stato preparato un tranello ai loro danni e che sarebbero stati uccisi.
3-Appena saputa la cosa, Azzo e Rizzardo si staccarono dal corteo e si rifugiarono nel castello di San Bonifacio.
4-Federico II, fermatosi a Villanova e qui dimorando, mandò Pier della Vigna a cercare di convincerli che non c’era nessun pericolo per loro e dava ampie garanzie. Azzo e Rizzardo però rifiutarono questa offerta e non uscirono dal castello (più che dell’Imperatore non si fidavano di Ezzelino).
5-L’Imperatore si infuriò per questa loro mancanza di fiducia nei suoi confronti ed è proprio questo fatto che causa, tre giorni dopo, il 13 giugno 1239, la messa al bando, letta da Pier della Vigna insieme ad Ezzelino nella piazza di san Zeno, di Azzo d’ Este, Rizzardo e tutti gli uomini a loro legati. Questo atto estremo, che l’Imperatore sperava di evitare, mantenendo i due dalla sua parte (quella ghibellina, contraria a quella Guelfa favorevole al Papa), sarà la causa della fine della famiglia dei San Bonifacio in Verona.
6-Qualche anno dopo, nel 1243, Ezzelino riuscirà finalmente a prendere e distruggere il castello di San Bonifacio (a raderlo al suolo saranno anni dopo gli Scaligeri) e i conti di San Bonifacio, nonostante i numerosi tentativi di rientrare in Verona, dovranno abbandonare questo loro sogno.
7-La storia ha ampiamente dimostrato che l’esclusione dei San Bonifacio dalla vita civile e politica di Verona, ha in realtà favorito uno sviluppo rurale e artigiano grazie alla presenza stabile degli uomini che non essendo più coinvolti in alcuna impresa militare erano ora una risorsa tanto da permettere a questa “fenice” privata del castello e di un riconoscimento dell’imperatore, di confermare e accrescere la propria vocazione all’intraprendenza, investendo tutte le energie sul lavoro e sulla crescita economica.
E’ così che nonostante gli inevitabili saliscendi che la storia ha imposto e che ancora oggi minano lo sviluppo economico, i clamorosi fallimenti e le difficoltà, la realtà di San Bonifacio non rinuncia a rialzarsi e a credere nel futuro.

VIA DEL VINO

 materiale: bronzo| dimensioni: 40 x 17 x 38 cm |

“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”
Con questa riflessione dell’amore per la terra di Ernest Emingway, vorrei invitare tutti noi a questo breve cammino tra arte e viticultura,
In una sorta di colonna traiana, percorreremo le fasi della
vinificazione in un connubio tra arte e piacere.
Un cammino scandito da otto momenti, pagine aperte su questa realtà sociale e culturale. Una realtà che rappresenta non solo un lavoro ma anche un bisogno ancestrale di sana aggregazione tra uomini, donne, anziani e a volte anche bambini nel “gioco della pigiatura”.

1- La via del Vino, inizia con un germoglio, su un campo di terra fertile in cui il contadino traccia le traiettorie dei filari per farne il suo orgoglio. Un uomo che con i suoi attrezzi lavora per fare spazio nel suolo ad un susseguirsi di piccole fosse che presto ospiteranno giovani ma tenaci talee di vite che mirano il cielo. Con un gesto tenero e sapiente, il contadino “rimboccherà” la terra e inizierà una storia di passione,lavoro e sacrificio.

2-Da qui in poi su questi percorsi, all’ombra di ricche porgole dalle infinite sfumature,molti altri gesti si prenderanno cura di questo virgulto ormai cresciuto, legando e potando i tralci che daranno forza alla pianta e carattere al suo frutto. Nell’alternarsi delle stagioni il vigneto attende l’autunno e interpreta il passo di Dante che narra ”… a guardar il calor del sole che si fa vino giunto al umor che dalla vita cola..”

3-4 Giunge così il tempo della vendemmia che attende paziente “la luna”. E’ questo il valore dell’attesa che offre all’uomo uno spaccato di vita autentica, dove il ritmo è dettato dalle stagioni e si contrappone ad una società frenetica e convulsa. Un invito a riflettere sulla frase biblica -OMNIA TEMPUS HABENT- ogni cosa ha il suo tempo.
Un lavoro che chiama all’opera capaci braccianti da ogni dove, con brusca e mastelli e che in fin radunano il raccolto generoso in grandi tini.

5- Ed ecco la PIGIATURA che ancora oggi, in un atmosfera bucolica di un tempo, qualche audace contadino la ripropone a piedi nudi con la partecipazione di familiari e amici, in un grande tino rialzato. Un momento di festa autunnale, un rito in cui in una “danza ritmata”, la pressione esercitata sui grappoli libera il succo dell’uva trattenuto per mesi dentro agli acini, e che ora da queste piccole perle perfette che attendevano di sbocciare, irrompe in tutta la sua energia per defluire come mosto dalla “feritoia” apposita dentro a nuovi mastelli.

6- Un sistema più meccanico per risolvere la pigiatura è quello della torchiatura che con l’aiuto del torchio riesce a schiacciare i grappoli già diraspati, con una pressione maggiore.

7- IL TRAVASO La massa di bucce frantumate e succo d’uva raccolta in fase di pigiatura, viene lasciata riposare nel tino in attesa che inizi la fermentazione.Dopo un mese circa dalla vinificazione, bisogna travasare il vino in botti o damigiane. Questo primo travaso è detto “travaso autunnale” o travaso di San Martino, poi a fine inverno o inizio primavera, ne viene effettuato un secondo detto “travaso primaverile”.

8-Come da tradizione, anche per imbottigliare il vino, il vignaiolo segue le fasi lunari secondo i gusti e le diverse tipologie, attingendo ancora al bagaglio di esperienze che saggiamente sono state custodite e trasmesse di generazione in generazione. Ed ecco il vino, che finalmente trova dimora in bottiglie di vetro dai profili simili ma diversi. E’ questa un’operazione che celebra il culmine di un percorso che da li a breve troverà compimento nella degustazione.

9- limpido e cristallino, ecco il nettare degli Dei che con Bacco eleva lo spirito e scalda gli animi.

RACEMUS

 materiale: rame| dimensioni: 4 x 3 metri | anno: 2017

L’opera “ RACEMUS ” è un’omaggio alle nostre terre, la nostra cultura, l’eccellenza della nostra uva.

Una scultura che vuole essere citazione di un prodigio.

Nel gioco dei pieni e dei vuoti cattura lo sguardo. Generosa vocazione della natura che nel profilo del grappolo ripercorre una storia ancestrale e nello scivolare dei volumi interpreta il goder dell’uva torchiata e il piacere intenso dei migliori grappoli fatti appassire sui graticci.

Un canto che offre ad ogni prospettiva le sue forme accennate, nelle sfumature del rame ossidato dal tempo.

CON

 materiale: bronzo| dimensioni: 56x17x80 | anno: 2016

A tavola Con gli altri…. convivio… condividere..Una danza di gesti senza fretta dove la lentezza che richiede questo parentesi della giornata si realizza in una dimensione di gioia dove il “banchetto” è apoteosi del focolare domestico. L’uomo si rigenera non solo spiritualmente ma anche nel convivio, facendo di questa necessità, un’occasione di condivisione a tutti i livelli.

La cucina offre a questo proposito quello spazio funzionale in cui realizzare questo momento esclusivo.

Negli elementi fondamentali, l’acqua e il fuoco, si completa il menù che tra spezie ed aromi emana un’essenza capace di sollecitare i sensi e appagare l’esigenza.

Tutto ruota attorno alla tavola punto nevralgico di questo rito e se già l’elaborazione della portata rappresenta un magnifico esercizio di creatività e piacere, nell’accostarsi al suo compimento, i colori, il profumo ad infine il gusto trasformano il convivio in una sorta di beatitudine dei sensi.

La cucina quindi come stanza che converge, riunisce e invita all’apertura, alla comprensione e alla autenticità. Anche qui le nostre abitudini come le nostre manie, l’attenzione verso gli altri, rivelano un’altra parte della personalità che a fatica in questo luogo indossa maschere.

DRAGO

 materiale: rame| dimensioni: 135X100 | anno: 2013

DONNE- PILASTRI DELL’ECONOMIA

 materiale: rame| dimensioni: 19x23x64 | anno: 2014

Un popolo di figure femminili in cammino che si elevano coraggiose, forti e tenaci nel portare sulla testa la loro storia. Atteggiamenti e sguardi, che in alcuni casi sono una danza alla vita e in altri paiono abbandonarsi al destino, emozioni in uno straordinario “equilibrio” a tutto tondo.Donne della nostra terra che un tempo portavano sul capo anfore, sacchi di olive, grandi forme di pane, donne d’altre culture con altrettante anfore, ceste, legna o splendidi vasi artigianali, donne al lavoro che portano pesanti pietre e mattoni o profughe con l’insieme dei loro beni legati e portati sulla testa come canoe in cerca di approdo.Su tutto questo, lo sguardo di quei bambini appesi al loro grembo, accovacciati e fasciati tra le pieghe dei tessuti, legati stretti al senso profondo di amore e continuità anche nella solitudine e nelle più avverse situazioni.Donne forti che affrontano la vita con fatica, umiltà, coraggio e la elevano con la dignità di chi sa gioire anche della libertà di fare fatica.Donne “invisibili” eppure, PILASTRI DELL’ECONOMIA

VIAGGIAMENTI

materiale: marmo, resina | dimensioni: 33x33x32 |

… nell’abbandono….libero il mio viaggio dal giogo della terra.. Quante volte siamo stati protagonisti di un’esperienza che ci ha condotti in una dimensione di viaggio mentale, simbolo di libertà, di partenze continue e ogni volta un approdo diverso, capace di trasportarci in fantastici itinerari, luoghi del desiderio, intriganti situazioni pur senza muoverci e spesso nel silenzio. Un racconto, una storia, un profumo, semplicemente un pensiero, straordinariamente un libro, ci hanno introdotto ad un viaggio dove si procede tanto più maggiormente ci si abbandona. Il viatico acquista un valore concettuale dove tutto è possibile, tutto può essere invertito, la dove i piedi cedono la strada alla mente.

VIAGGIAMENTI

materiale: bronzo | dimensioni: 33x33x32 |

MANIFESTO

materiale: marmo-resina | dimensioni: 40x40x220 | anno: 2010 “Manifesto” “le ombre, mute o parlanti, si rivolgono direttamente alle ragioni più segrete del mio animo” Ingmar Bergman, lanterna magica 1987 Con questo scritto di Bergman ho voluto sottolineare il potere dell’arte cinematografica di dialogare con il nostro Io e segnare la nostra coscienza. Da tempo sognavo di realizzare un’opera che celebrasse il cinema, probabilmente dal giorno in cui ho realizzato la portata e il contributo sociale e umano che esso può rappresentare. Un occasione quindi un’importante riflessione: il cinema che “cresce” la dove chi lo promuove si manifesta pianamente nel magnificare la vita nelle sue molteplici realtà positive e negative, in modo costruttivo ed edificante. La capacità di influenzare la natura umana è notevole, proprio per questo la scelta di utilizzare anche l’arte cinematografica come mezzo educativo, la ritengo interessante e attuale, in quanto il linguaggio che spiega concetti con immagini è facilmente comprensibile. In quest’opera il volti che ruotano attorno al viso come maschere intercambiabili evidenziano la natura teatrale e di finzione che caratterizza il cinema, identità così ben costruite da apparire reali, da commuoverci o rapirci in nuove dimensioni. Il corpo della scultura celebra con le immagini di alcuni manifesti, il cinema italiano che nella storia, a mio parere e non solo, rappresenta il cinema che “cresce”.

PROFUMO

materiale: marmo, resina | dimensioni:  200x40x40| anno: 2010 L’essenza giunge in silenzio..come dono..impregnando del suo sentore le narici e la mente..nel silenzio evoca in noi esperienze,..incontri.. luoghi Ancora una volta il silenzio è protagonista di un’esperienza comunicativa. Veicolo di questo messaggio è il profumo, quell’essenza che giunge in silenzio come dono impregnando del suo sentore le narici, aprendo le stanze della mente. Nel silenzio il mistero di questo profumo si rivela sulla traccia impressa nella memoria, evocando in noi esperienze passate e incontri. Un frangente senza preludio che giunge all’improvviso che si è inevitabilmente imposto parlandoci di cose, luoghi, persone in un brivido di movimenti degli occhi alla ricerca di rivivere, incontrare, dare risposta a questo richiamo olfattivo. Chi? Dove? Cosa? Un piacere da respirare, una seduzione di cui godere, una fragranza di cui nutrirsi e inebriarsi.

PROFUMO

materiale: bronzo | dimensioni: 28x10x5 | anno: 2010

GIOVAMENTE

materiale: resine-marmoresina| dimensioni: 70x60x70 | anno: 2010

VIAGGIAMENTE

materiale: marmo resina | dimensioni: 40x40x210 | anno: 2010 “Viaggiamente” … nell’abbandono….libero il mio viaggio dal giogo della terra.. Quante volte siamo stati protagonisti di un’esperienza che ci ha condotti in una dimensione di viaggio mentale, simbolo di libertà, di partenze continue e ogni volta un approdo diverso, capace di trasportarci in fantastici itinerari, luoghi del desiderio, intriganti situazioni pur senza muoverci e spesso nel silenzio. Un racconto, una storia, un profumo, semplicemente un pensiero, straordinariamente un libro, ci hanno introdotto ad un viaggio dove si procede tanto più maggiormente ci si abbandona. Il viatico acquista un valore concettuale dove tutto è possibile, tutto può essere invertito, la dove i piedi cedono la strada alla mente.

VIAGGIAMENTE

materiale: bronzo | dimensioni: 30x30x100 | anno: 2010

COMUNQUE

materiale:marmo-resina | dimensioni: 70x30x30 | “COMUNQUE”, una triade di figure a rappresentare la famiglia, origine di ogni esistenza e obbiettivo per molti, una scultura volta a suggerire la ricerca di armonia e serenità rievocando memorie passate allo sguardo anche distratto che su essa si posa e per qualche frangente lo abita. Il silenzio estetico dei corpi, carica di valore il significato che ruota attorno alla consapevolezza che ognuno di noi è frutto dell’amore tra due persone  comunque vada la vita, indipendentemente dalla dimensione e dalle scelte che a volte, come un’aquilone, inseguono il vento.

LO STUPORE PER IL FILO D’ERBA

materiale: bronzo | dimensioni: 50x20x30 | anno: 2013

SPECCHIO DELLA STORIA

GHIBELLINI

SOLE LUNA

materiale: cotto di argilla toscana| dimensioni: 16x34x48| anno: 2013

FANCIULLI

Tutto è volubile da bambini, la gioia e il dolore si inseguono. E’ la straordinaria capacità di sognare che li proietta verso il domani.

LA GIOIA

La gioventu’ sfida l’universo sperimentando ogni possibile traccia azzardando le prodezze di questa eta’ e i brividi dell’amore.

LA MATURITA’

Ogni progetto  d’amore in cui non si smette di credere è fonte di grazia.

LA PIENEZZA

Lo sguardo tenero di chi ha percorso la vita semplicemente e con un umile gesto di gratitudine non guarda alla fatica degli anni.

VIAGGIAMENTE

I VOLTI DELLA STORIA 

materiale: cotto di argilla veneta su piedistallo metallico | dimensioni: 20x30x50| anno: 2013

IL MEDIOEVO  IL RINASCIMENTO

LA FATICA  IL RISTORO

LA CRISI LA SPERANZA

COMUNEMENTE

materiale: bronzo su refrattario| dimensioni: 40x12x35 | anno: 2012 Le figure rovesce di “COMUNEMENTE”si presentano e si confrontano su due piani uniti tra loro  dalla mezza luna, quel collegamento  rappresenta i continui ponti tra noi e gli altri, nella volontà di crescere nel confronto, dove l’empatia traccia il percorso. Senza ponti non vi è dialogo. Senza l’umile volontà di trovare ponti non c’è ragione. Assetati delle parole dell’altro troviamo compimento di molti nostri pensieri e il dialogo, le chiacchiere, i discorsi, si fanno edificanti e gioia.

ATTESA

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x60x60 | anno: 2005 La vita di ognuno è un’attesa. Il presente non basta a nessuno. In un primo momento pare che ci manchi qualcosa, più tardi ci si accorge che ci manca qualcuno, e lo attendiamo. don Primo Mazzolari

AIDA e AMNERIS

materiale: bronzo | dimensioni: 210x50x40 | anno: 2008

Aida, principessa etiope, viene catturata e condotta in schiavitù in Egitto. Radamès, un comandante militare, è combattuto nella scelta tra il suo amore per Aida e la sua fedeltà al Faraone. A complicare ulteriormente le cose, Radamès è amato da Amneris, la figlia del Faraone, ma non ricambia il sentimento della principessa. Il Re degli etiopi (Amonasro, padre di Aida) si fa catturare, per vincere la guerra, ma nessuno conosce la sua vera identità. Radamès dice ad Aida che la guerra finirà con un ultimo attacco. Amonasro lo sente e fa fallire l’attacco e la guerra è vinta dagli etiopi. Radamès si fa punire dal padre e dal Faraone e viene seppellito vivo. Aida, innamorata di lui, si fa seppellire vicino a lui.

Un’omaggio alla lirica e all’opera, orgoglio italiano,l’interpretazione scultorea delle celebri partiture di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. La magia del silenzio avvolge gli sguardi di Aida e Amneris che si misurano nell’intenzione di prevalere l’una sull’altra al fine di far proprio l’amor conteso.

RIGOLETTO

materiale: marmo-resina| dimensioni:180x60x50 | anno:2008

TURANDOT

materiale:marmo-resina| dimensioni: 210x40x50 | anno: 2008

SILENZIO INVERNO

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x45x45 | anno: 2008 Per magnificare il Silenzio, ho ascoltato dentro me stessa le ragioni che spingono, forse noi tutti, a cercarlo,desiderarlo. Un’ascolto che è diventato esercizio, arte, privilegio. Una dimensione nella quale si trova ristoro, nella civiltà del rumore e dell’aggressione acustica, l’uomo trova se stesso, volendo anche uno stile di vita. Silenzio, un tema astratto. Da qui il desiderio, l’intuizione di renderlo concreto, voler proporre “mezzi preziosi” per coglierlo ed apprezzarlo attraverso l’arte, un “dono” L’arte non fine a se stessa ma, come indicò Giovanni Paolo II, che eleva lo spirito(motivo per cui amo profondamente il mio lavoro)legata a significati che invitano a condividere un pensiero, un valore.Nell’arte il silenzio afferma il supremo valore della bellezza e l’essenza del messaggio. Quest’opera fa parte del progetto “Silenzio,le Quattro Stagioni”. Nella lettura degli atteggiamenti, il volgere dello sguardo, le figure suggeriscono e trasmettono senza suono l’essenza dell’inverno, la primavera, l’estate e l’autunno. Il “silenzio” estetico morfologico dei corpi, carica ulteriormente di valore, l’andamento e l’intensità dei volti.

SILENZIO PRIMAVERA

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x45x45 | anno: 2008

SILENZIO ESTATE

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x45x45 | anno: 2008

SILENZIO AUTUNNO

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x45x45 | anno: 2008

ANGELO DEI SOGNI

materiale: bronzo | dimensioni: 30x15x30 | anno: 2007

ARIETE

materiale: bronzo | dimensioni: 60x20x20 | anno: 1998

BILANCIA

materiale: bronzo | dimensioni: 55x50x15 | anno:1996

BISBIGLIO

materiale: ceramica-smalto | dimensioni: 60x20x20 | anno:1998 …ciò che il silenzio non può trattenere…

BLABLA

materiale: marmo-resina | dimensioni: 80x20x15 | anno:2006 Infiniti discorsi e atteggiamenti…. Parlando…sparlando…parlando….Senza in realtà aver detto o concluso nulla. Un ronzio che logora la mente che rivendica il Silenzio la pace.

CON TATTO

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x70x40 | anno:2005

SILENZIO a REDNITZHEMBACH

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x70x40 | anno:2005

DON CHISCIOTTE
materiale: bronzo | dimensioni: 70x25x25 | anno:1997 …silenzio è anche stupore…innanzi alla creazione che del dettaglio fa la sua ricchezza, in continuo confronto con l’essenzialita delle opere minimali..

SANCHO PANZA

materiale: bronzo | dimensioni: 68x18x18 | anno:1997

DONO NINFEA

materiale: marmo-resina| dimensioni:50x50x10 | anno:2005 …un dono è un caldo pensiero senza suono….si offre semplice come un fiore……nella meraviglia e lo stupore….

FORME DI SILENZIO

materiale: bronzo| dimensioni:50x50x10 | anno:2011

GIOIELLO BACIO

materiale: argento e stucchi| | anno:2008

GIOIELLO CAMMINO

materiale: argento e cotto fiorentino | anno:2008

GIOIELLO CAVASI’

materiale: argento e cotto fiorentino | anno:2008

GIOIELLO QUATTRO STAGIONI

materiale: argento e ceramica| anno:2008

GIULIETTA

materiale: bronzo| dimensioni:34x33x30 | anno:2009

LABAS

materiale: bronzo| dimensioni:80x30x30 | anno:2009

PORTAMENTO

materiale: marmo-resina| dimensioni:180x30x30 | anno:2007 …Libri sul capo…Equilibrio.. Nell’ottica del silenzio, l’atteggiamento, come corteccia esterna, ci rivela. Maestoso, composto, modesto, ridicolo,senza voce parla di noi.

PROFUMO2007

materiale: marmo-resina| dimensioni:130x25x25 | anno:2007 L’essenza giunge in silenzio come dono, impregnando del suo sentore le narici e la mente. Nel silenzio evoca in noi esperienze, incontri. MaBe

 

SCACCHI SCALZI

materiale: terracotta| dimensioni:80x80x15| anno:1999 A Can Grande Della Scala Il gioco degli SCACCHI SCALZI Un omaggio a Verona, gli scaligeri,all’emblematica figura di Can Grande Della Scala,magnifico personaggio espressione e simbolo di forza e capacità bellica.Si elevano e si fronteggiano su questo “campo”,la statua equestre di Can Grande e quella di Giacomo Da Carrara, altro valente signore suo rivale. Diamo così prestigio alla prima grande impresa militare di Can Grande fuori dal territorio che vede contrapporsi appunto agli scaligeri la potente città di Padova soggetta al dominio dei Da Carrara di parte Guelfa. Il fascino e l’importanza data alle statue equestri affiancate dai merli delle loro torri è evidenziato dalla scelta di relegare esclusivamente ai piedi la presentazione delle altre figure , dove solo i calzari distinguono i Pedoni dagli Alfieri così come il Re dalla Regina. MaBe

SGUARDI

materiale: gesso alabastro | dimensioni: 160x40x30 | anno:2001

SILENZIO

materiale: marmo-resina | dimensioni: 180x80x40 | anno: 2007 ..esiste sempre la possibilità di attuare un dialogo diverso,forse migliore, nel silenzio,per comunicare un qualsiasi sentimento per riuscire a spiegare emozioni altrimenti imperscrutabili, rivelando noi stessi nel bene e nel male. Un atto apparentemente semplice e banale, in realta un dono,un arte. L’opera manifesta l’arte del Silenzio, il supremo valore del pensiero espressivo, in un’incrocio di sguardi e gesti, puro. E colgo ancor il valor del silenzio che nutre l’intelletto mio insaziabile. Con lo sguardo il mio cercar invoca senza suono, ed or che la luce degli occhi,attende, nell’incontro di un riflesso, trova la ragione. MaBe

SILENZIO

materiale: cementoarmato | dimensioni: 180x70x40 | anno: 2000 Un’uomo si recò da un monaco di clausura. Gli chiese:” Che cosa impari dalla tua vita di silenzio?”. Il monaco stava attingendo acqua dal pozzo e disse al suo visitatore:” Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?”. L’uomo guardò giù nel pozzo: “Non vedo niente”. Dopo un po di tempo in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: “Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo? L’uomo ubbidì e rispose:”Ora vedo me stesso: mi specchio nell’acqua”. Il monaco disse:” Vedi, quando io immergo il secchio, l’acqua è agitata. Ora invece l’acqua è tranquilla. E’ questa l’esperienza del silenzio: L’uomo vede se stesso”. don Primo Mazzolari

SILENZIO

materiale: marmo-resina | dimensioni: 70x20x15 | anno: 2005

SILENZIO A PIEDI NUDI

materiale: marmo-resina | dimensioni: 15x32x25 | anno: 2005

…hai donato al nostro corpo un meraviglioso piedistallo capace di permettere la perfetta immobilità o al contrario le più stupefacenti

evoluzioni. Agli antipodi della testa, lontani”dalla mente, eppure così indispensabili. 

Nella gioia…li sentiamo con le ali. Nella stanchezza.. pesanti. Nell’Amore… capaci di caricare il peso altrui. Nell’odio… un’arma!

Da bambini..incerti. Nella maturità… forti e tenaci. Nella malattia… tremanti o assenti. I nostri piedi, siano i Tuoi piedi. 

Ci portino dove vuoi che noi andiamo e quando il nostro passo è incerto, trovi in te la sicurezza della via.

DOMUS MEA

materiale: gesso alabastro, resina | dimensioni: 60x30x90| anno: 2010 Domus Mea. Ed è la mia casa lo specchio in cui mi ritrovo. La fonte che rigenera la mente. Il luogo del mio silenzio che tra le pieghe della vita mi ristora. Lo spazio in cui progetto un sogno. L’icona in cui mi rivelo. Una singolare “stele”, una creazione scultorea che manifesta il senso del nostro viaggio. “DOMUS MEA” è un planisfero nel quale sono posti l’uomo e la donna come elemento centrale, spina dorsale attorno alla quale ruota la vita e su cui l’intero pianeta si regge. Al centro, nella fessura, due mani minute si stringono nel custodire gelosamente questo “dono” che non solo possediamo ma che egoisticamente soffochiamo a nostro dominio. Dimentichiamo quanto ci farebbe ricchi aprire queste mani, il nostro cuore con generosità condividendo il rispetto per questa “domus” per non dover assistere al degrado del pianeta e al destino che sappiamo. La terra è un dono nelle nostre mani del quale disporre nel bene e nel male. Un dettaglio che può sollecitare la coscienza un invito nel confermare scelte fatte o nel proporre nuovi percorsi. Torniamo a casa con uno spirito nuovo, un pensiero per ogni angolo che gireremo, ogni via che attraverseremo. Mettiamo un fiore alla finestra per noi quando torniamo e per chi passa oltre. Poca cosa può essere una scultura, forse suscitare una domanda, forse lasciare un seme fecondo. Siamo liberi di scegliere…scegliamo bene. Marina mabe Bertagnin


SILENZIO ACQUARIO

materiale: resina | dimensioni: 200x80x5 x3 | anno: 2008 L’opera si presenta come un trittico a paravento di tre elementi orientabili. Un’opera, un’acquario, un viaggio che nella mente dilata lo spazio fino a cancellare i contorni dell’insieme, per offrirci un’immersione mentale in una nuova dimensione,l’acqua, l’elemento vivo che ci avvolge. La composizione nella sua elegante concretezza appare dinamica, invitando il nostro sguardo a molteplici evoluzioni,” è pascolo dell’animo la contemplazione della natura” scriveva Cicerone. La lavorazione a traforo suggerisce l’idea di vivere questa “parete” a tutto tondo, non come elemento di separazione esclusiva ma sempre con una delicata e discreta apertura.

 

SILENZIO NOI

materiale: marmo-resina | dimensioni: 70x15x15 | anno: 2006 Infinite sono le cose che ci possiamo dire con gli occhi, le mani,il corpo.

SOLE LUNA

materiale: bronzo| dimensioni:50x25x25 – 48x15x15 | anno:2003

TANGO

materiale: gesso alabastro| dimensioni: 70x25x20 | anno: 1992

TANGO A ROMA

materiale: gesso alabastro| dimensioni: 160x40x30 | anno: 2002 I° Premio Arte Avveneristica, Biennale Leonardo Da Vinci International Art Academy, Roma.

 

LA FIEREZZA

materiale: bronzo| dimensioni:36x25x75